Effetti dell’allenamento sulle fibre muscolari

 

Oggi andremo a parlare delle fibre muscolari, cioè i mattoncini (cellule) che compongono i nostri muscoli, soffermandoci non su come sono fatte o sul loro funzionamento ma bensì nel cercare di andare a capire gli effetti dell’allenamento su di esse e in particolare sulle fibre intermedie che sia di resistenza o di forza esplosiva.

10.fenotipo_fibre_muscolariPartiamo innanzitutto dalla distinzione delle varie fibre muscolari in: fibre rosse lente e fibre bianche veloci. Si distinguono, sulla base del differente assetto metabolico, cioè dal combustibile che usano per produrre energia.

Le fibre rosse, lente, di tipo 1 utilizzano prevalentemente ossigeno e vengono utilizzate negli sport di resistenza come la corsa (lavoro aerobico); tra le fibre bianche, veloci, di tipo 2 vi sono le fibre intermedie dette 2a e le fibre 2b idonee ad allenamenti di tipo esplosivo (lavoro anaerobico). Ci sono anche delle fibre non classificate, chiamate fibre satelliti, che presumibilmente intervengono nei processi di riparazione cellulare.

Le fibre muscolari fanno parte delle popolazioni cellulari perenni, il cui numero è definito alla nascita, non sono in grado di moltiplicarsi in vivo, e l’allenamento non è in grado di modificarne il tipo, ma può forzare il suo assetto metabolico.

Infatti con l’allenamento le fibre veloci di tipo 2b (intermedie) assumono gradualmente le caratteristiche delle fibre 2a (veloci) o viceversa simili alle fibre di tipo 1 (lente). Va notato come le fibre di tipo  2a nelle persone allenate siano di dimensioni maggiori, rispetto alle 2b: la trasformazione delle 2b in 2a, con l’allenamento, contribuisce all’aumento di volume del muscolo allenato, che va sotto il nome di ipertrofia muscolare (aumento delle dimensioni delle cellule senza che ne aumenti il numero).

Immagine-2Per quanto riguarda la corsa si sente spesso dai preparatori un vecchio detto: “Con l’allenamento, un velocista PUO’ diventare un fondista… ma non è affatto detto che un fondista possa diventare un velocista!

In parte è anche vero ma se le sue fibre rosse sono costituite in buona percentuale da fibre intermedie specializzate, modificando l’allenamento, ci sono buone possibilità che possa ottenere discreti risultati anche in discipline di forza e velocità.

Sia chiaro, a volte la predisposizione muscolare è abbastanza evidente anche solo osservando la morfologia  del soggetto; un fondista di 60kg difficilmente potrà diventare un 100 metrista di elite… ma questo non esclude che molti atleti di endurance possano trovare soddisfazione anche in discipline di durata intermedia (come il mezzofondo breve).

Detto questo è chiaro che le fibre intermedie siano dei veri e propri jolly e un’elevata percentuale di queste fibre determina sia un grosso potenziale a livello atletico che anche un’estrema duttilità, grazie a questo con le giuste tecniche di allenamento possiamo cercare di sfruttare al massimo il nostro potenziale genetico portando le fibre intermedie dove vogliamo noi.

Fonti: dal libro Fitness la guida completa (Issa) e dal web http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/specializzare-le-fibre-intermedie.html

 

 

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