Perché molte diete falliscono?

dieta_shutterstock_169055891Oggi voglio parlarvi del “fat point” secondo me uno dei colpevoli dell’insuccesso di molte diete e di cui si parla troppo poco.

Inizio con lo spiegarvi cos’è: esso individua in un soggetto il suo livello di grasso. O meglio la quantità di “grasso consolidato”, che permane ormai da un periodo di tempo sufficiente affinché l’organismo ne possa aver preso “consapevolezza” ed abbia sviluppato le strutture anatomiche (e non solo) idonee a sostenerlo (es.: vasi sanguigni, innervazione periferica ecc.). Una tale situazione consente all’organismo di recepire anche minime variazioni nel cambiamento della quantità di grasso corporea, innescando idonee misure per limitarne la compromissione.

Quindi spiegandolo in parole povere, il nostro corpo si stabilizza per un certo periodo in un determinato peso con una determinata massa grassa, con il passare del tempo quel grasso si consolida e diventa parte integrante del nostro sistema. Nel momento in cui noi tentiamo di attaccarlo tramite diete, tende automaticamente ad attuare dei meccanismi di difesa di tipo: rallentamento del metabolismo, aumento dello stimolo della fame o incrementando la sintesi della lipasi, ossia dell’enzima coinvolto nello stoccaggio dei grassi.. Quante volte ci è successo durante una dieta di avere dei raptus di fame improvvisa dove mangeremo di tutto e di più? Beh questa è la risposta, il corpo stava semplicemente difendendo il grasso, liberando gli ormoni che stimolano la fame.

Un fatto importante da notare è che il nostro grasso non è determinato dalla genetica o alla nascita, si diventa grassi da piccoli. L’eccessiva alimentazione nell’infanzia aumenta il “fat point” e darà poi l’imprinting al nostro crescere. Questo fat point può rimanere dormiente per monti anni per poi risvegliarsi per svariati motivi (menopausa, stress, alterazioni ormonali, ecc.) dando l’obesità dell’adulto o l’obesità tardiva. Quindi è  importante per i più piccoli mangiare in maniera corretta per evitare di portarsi poi quei kg di troppo anche in età adulta.

Detto questo, come andiamo a combattere questo grande nemico? Semplice, l’obiettivo deve essere quello di una perdita di peso lenta ma costante, non traumatica per l’organismo per evitare che, come nel caso del fat-point, vengano innescati dei meccanismi di difesa. Dimagrire velocemente, nel giro di due o tre settimane, senza mangiare e poi recuperare tutto, se non di più, nel giro di pochi giorni, è inutile oltre che nocivo per la salute. Quindi si a diete lunghe e no a diete brevi e miracolose che ci fanno solo perdere tempo.

dolomites-trailrunning-av1-3L’aspetto più importante di tutto questo secondo me è il mantenimento del peso raggiunto, alcune volte possono essere necessari anche due anni prima che il corpo abbia consolidato il nuovo “fat point”, ed è qui dove spesso molti sbagliano, non è con il raggiungimento del peso desiderato che la dieta è finita, il corpo continuerà a cercare di riprendere il peso perso per ancora molto tempo. Quello che dobbiamo semplicemente fare è cambiare il nostro stile di vita, non solo per due mesi o più, ma per sempre, con una corretta alimentazione ed attività fisica, specialmente per le persone che tendono a guadagnare peso facilmente.

 

Fonti:

http://www.nonsolofitness.it/glossario/fat-point.html

http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/adipociti.html

http://www.rodiola.it/blog/che-cose-il-fat-point-n320

Dal libro: Issa Fitness la guida completa

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